Fiscalità Internazionale 08 2026
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Aggiornamenti Agosto 2026
Fiscalità internazionale 2026: priorità e rischi Paese per Paese
Global Minimum Tax, transfer pricing e trasparenza stanno modificando strategie, processi e investimenti dei gruppi internazionali.
La fiscalità internazionale è entrata in una fase prevalentemente operativa. Le imprese devono tradurre le nuove regole in calcoli, dichiarazioni, controlli interni e sistemi informativi capaci di gestire dati provenienti da più giurisdizioni.
Accanto al Pillar Two, restano centrali il transfer pricing, la sostanza economica delle strutture estere, le ritenute transfrontaliere e il contrasto alla doppia imposizione.

Italia – Pillar Two e governo del rischio fiscale
Per i gruppi italiani, la priorità immediata è l’applicazione della Global Minimum Tax: determinazione dell’aliquota effettiva per giurisdizione, gestione delle imposte differite, utilizzo dei safe harbour e predisposizione della dichiarazione GloBE. La difficoltà principale consiste nel riconciliare dati fiscali, contabili e di consolidamento provenienti dalle controllate estere.
Parallelamente cresce il ruolo dell’adempimento collaborativo e del Tax Control Framework. Le imprese devono dimostrare di possedere procedure capaci di individuare, valutare e gestire tempestivamente i rischi fiscali, inclusi quelli relativi a transfer pricing, stabili organizzazioni, residenza delle società e disallineamenti da ibridi.
Francia – Dichiarazioni GloBE e verifiche sul transfer pricing
In Francia l’attenzione si concentra sulla prima applicazione degli obblighi Pillar Two e sulla raccolta dei dati necessari alla dichiarazione GloBE. Le difficoltà operative della prima campagna hanno evidenziato l’importanza di sistemi informativi integrati e di una governance centralizzata dei dati fiscali.
Il transfer pricing resta un’area di forte controllo, soprattutto per royalties, servizi infragruppo, finanziamenti e riorganizzazioni. Sono rilevanti anche la dimostrazione del beneficiario effettivo e l’accesso alle riduzioni delle ritenute previste dalle direttive europee e dai trattati.
Germania – Documentazione rigorosa e finanziamenti infragruppo
La Germania combina l’applicazione della Mindeststeuer con un sistema particolarmente rigoroso in materia di transfer pricing. Le imprese devono documentare non soltanto i prezzi applicati, ma anche le ragioni economiche delle operazioni e l’effettiva capacità delle società coinvolte di assumere e controllare i rischi.
Particolare attenzione è riservata ai finanziamenti infragruppo, alla deducibilità degli interessi e ai pagamenti di royalties. La tempestività della documentazione rappresenta un fattore importante per ridurre il rischio di rettifiche e sanzioni.
Paesi Bassi – Holding, ritenute e sostanza economica
I Paesi Bassi rimangono una giurisdizione importante per holding e strutture finanziarie europee, ma il contesto è diventato più selettivo. Le ritenute condizionali, le norme antiabuso e i requisiti di sostanza rendono necessario verificare la funzione effettivamente svolta dalle società olandesi.
Una holding che non dispone di personale, autonomia decisionale o adeguate risorse può incontrare difficoltà nell’accesso ai benefici convenzionali. Anche Pillar Two riduce l’efficacia delle strutture fondate principalmente sul conseguimento di un vantaggio di aliquota.
Regno Unito – Regole autonome e coordinamento internazionale
Il Regno Unito continua ad applicare Multinational Top-up Tax, Domestic Top-up Tax e UTPR, integrando gli aggiornamenti internazionali del pacchetto “side-by-side”. Per i gruppi è essenziale coordinare la normativa britannica con le regole GloBE applicate negli altri Paesi.
Restano centrali anche transfer pricing, CFC e stabile organizzazione. Particolare attenzione deve essere riservata ai modelli operativi nei quali personale britannico partecipa alla negoziazione o conclusione di contratti formalmente attribuiti a società estere.
Stati Uniti – Interazione tra sistema nazionale e Pillar Two
Negli Stati Uniti la questione principale è il coordinamento tra GILTI, FDII, BEAT, foreign tax credit e imposte integrative applicate all’estero. Le imprese statunitensi possono trovarsi esposte contemporaneamente alle regole domestiche e alle QDMTT o UTPR di altre giurisdizioni.
La gestione dei crediti per imposte estere diventa quindi determinante per evitare duplicazioni. Rimangono molto rilevanti anche il transfer pricing secondo la section 482, i cost-sharing agreement, l’attribuzione degli intangibili e la ripartizione delle spese di ricerca e sviluppo.
Svizzera – Competitività e imposta integrativa
La Global Minimum Tax limita l’efficacia delle aliquote cantonali inferiori al 15% per i grandi gruppi interessati. Questo spinge Confederazione e Cantoni a ripensare gli strumenti di attrazione degli investimenti, privilegiando incentivi collegati a ricerca, occupazione, infrastrutture e attività economiche reali.
Le imprese devono valutare anche il trattamento delle imposte differite e il rischio che un’imposta non riscossa in Svizzera venga recuperata da una giurisdizione estera attraverso una IIR. La presenza di sostanza e funzioni decisionali effettive rimane fondamentale.
Emirati Arabi Uniti – Corporate tax, free zone e sostanza
Gli Emirati sono passati da un modello prevalentemente privo di imposizione societaria a un sistema che comprende corporate tax, transfer pricing e Domestic Minimum Top-up Tax per i grandi gruppi multinazionali.
Le imprese situate nelle free zone devono verificare attentamente i requisiti per l’accesso al regime agevolato, la natura dei redditi qualificati e l’esistenza di adeguata sostanza economica. Diventano centrali anche la documentazione delle transazioni infragruppo e la coerenza tra utili dichiarati, personale, beni e funzioni svolte negli Emirati.
Singapore – Revisione degli incentivi fiscali
Singapore ha introdotto l’imposta integrativa domestica e la Multinational Enterprise Top-up Tax. Gli incentivi basati su aliquote ridotte devono quindi essere valutati considerando l’eventuale recupero d’imposta prodotto dal Pillar Two.
La politica fiscale si orienta progressivamente verso agevolazioni collegate a investimenti, innovazione, ricerca e presenza economica. Per gli hub regionali restano importanti transfer pricing, remunerazione delle funzioni centrali e dimostrazione dell’effettivo controllo dei rischi.
Giappone – Pillar Two, CFC e proprietà intellettuale
Il Giappone sta integrando le diverse componenti della Global Minimum Tax nel proprio sistema fiscale. I gruppi devono coordinare le regole GloBE con la normativa CFC giapponese e con il trattamento delle controllate situate in giurisdizioni a fiscalità ridotta.
Transfer pricing, royalties e allocazione dei profitti derivanti da tecnologia e proprietà intellettuale costituiscono le principali aree di attenzione. È particolarmente importante dimostrare dove vengono effettivamente svolte le attività di ricerca, sviluppo e gestione degli intangibili.
Cina – Transfer pricing, dogana e pagamenti verso l’estero
In Cina il transfer pricing resta uno dei principali strumenti di controllo delle multinazionali. Le autorità valutano la coerenza tra profitti dichiarati localmente e contributo delle società cinesi alla produzione, distribuzione, sviluppo del mercato e creazione di valore.
Occorre inoltre coordinare il prezzo di trasferimento con il valore doganale delle importazioni. Royalties, servizi e interessi pagati all’estero sono esposti a controlli su deducibilità, ritenute e beneficiario effettivo. Rilevano anche i trasferimenti indiretti di partecipazioni e la possibile esistenza di una stabile organizzazione.
India – Contenzioso e presenza economica
L’India continua a essere caratterizzata da un’elevata attenzione a transfer pricing, stabili organizzazioni e ritenute sui pagamenti verso soggetti esteri. Servizi tecnici, royalties e attività digitali possono generare controversie sulla qualificazione del reddito e sull’applicazione dei trattati.
La presenza di personale che opera in India per conto di una società estera deve essere esaminata attentamente. Per persone fisiche e amministratori sono inoltre importanti la residenza fiscale, il place of effective management e la corretta dichiarazione di redditi e attività finanziarie estere.
Brasile – Nuovo transfer pricing e imposta minima
Il Brasile sta attraversando una trasformazione particolarmente rilevante. Il nuovo sistema di transfer pricing, maggiormente allineato ai principi OCSE, richiede analisi funzionali e metodi di determinazione dei prezzi più vicini a quelli utilizzati a livello internazionale.
A questo si aggiunge l’Adicional da CSLL, che opera come imposta integrativa domestica qualificata per i gruppi interessati dal Pillar Two. La contemporanea riforma della tassazione dei consumi rende opportuno riesaminare contratti, catene distributive, prezzi e sistemi amministrativi.
Australia – Finanziamenti e intangibili
L’Australia affianca Global e Domestic Minimum Tax a un sistema rigoroso di contrasto allo spostamento artificiale dei profitti. Le aree più sensibili sono finanziamenti infragruppo, deducibilità degli interessi, disallineamenti da ibridi e pagamenti per proprietà intellettuale.
Le imprese devono dimostrare che indebitamento, remunerazione e rischi attribuiti alla società australiana sono coerenti con le attività realmente svolte. Sono particolarmente esposti i gruppi digitali, minerari e ad alta intensità di intangibili.
Canada – Pillar Two e strutture finanziarie
In Canada le priorità comprendono Global Minimum Tax, transfer pricing, disciplina delle società estere controllate e limiti alla deducibilità degli interessi. Le strutture finanziarie internazionali devono essere riesaminate alla luce delle regole EIFEL e delle norme anti-ibridi.
È inoltre importante verificare la disponibilità dei crediti per imposte estere e il coordinamento tra imposta canadese, ritenute e imposizione subita dalle controllate. Operazioni su intangibili e riorganizzazioni transfrontaliere rimangono aree ad alto rischio.
La tendenza comune
Dall’analisi dei diversi Paesi emergono tre direttrici condivise:
più dati, per alimentare calcoli GloBE, Country-by-Country Reporting e scambi automatici;
più sostanza, per dimostrare che utili, personale, rischi e decisioni sono localizzati in modo coerente;
più governance, attraverso controlli interni, documentazione e coordinamento tra funzioni fiscali, amministrative e informatiche.
Per i gruppi multinazionali, la priorità non è più soltanto individuare la struttura fiscalmente più efficiente. Occorre costruire un modello che sia anche documentabile, sostenibile e coerente in tutte le giurisdizioni coinvolte.
Fonti di riferimento: OCSE, Commissione europea e amministrazioni fiscali nazionali. Aggiornamento: agosto 2026.




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