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Legge 7.7.2016 n. 122 (legge europea 2015-2016) Principali novità

September 2, 2016

1 PREMESSA

La L. 7.7.2016 n. 122 (legge europea 2015-2016) contiene numerose disposizioni per l’adempi­mento degli obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione europea.

La L. 7.7.2016 n. 122 entra in vigore il 23.7.2016 (quindicesimo giorno successivo alla sua pub­bli­cazione sulla G.U. 8.7.2016 n. 158). Tuttavia, per alcune disposizioni sono previste specifiche de­correnze.

 

Di seguito si segnalano le principali novità.

 

2 MODIFICHE AL REGIME DEI DIVIDENDI

L’art. 26 della L. 122/2016 modifica le modalità di tassazione degli utili di fonte estera, con effetto dall’1.1.2016.

 

2.1 AMPLIAMENTO DEGLI UTILI DETASSATI NELLA MISURA DEL 95%

Con apposite modifiche all’art. 89 del TUIR, il regime di detassazione degli utili è stato esteso ai redditi degli strumenti finanziari assimilati alle azioni, per il 95% della parte non deducibile nella deter­minazione del reddito dell’emittente, se:

  • l’emittente è una società di capitali o un ente commerciale residente in uno Stato comunitario ed è soggetto all’imposta sulle società in tale Stato;

  • il percipiente detiene una partecipazione diretta almeno pari al 10% nel capitale dell’emittente in modo ininterrotto da almeno un anno.

2.2 MODIFICHE AL REGIME “MADRE-FIGLIA”

È stato parallelamente esteso ai redditi di tali strumenti il regime “madre-figlia”, che permette di non prelevare alcuna ritenuta (o di richiedere a rimborso la ritenuta in questione, se questa è già stata prelevata), se i proventi sono erogati nei confronti di società di capitali ed enti commerciali co­mu­nitari.

 

3 SCAMBIO AUTOMATICO DI INFORMAZIONI AI FINI FISCALI

L’art. 28 della L. 122/2016 ha recepito le disposizioni comunitarie che prevedono lo scambio auto­matico di informazioni ai fini fiscali tra le Amministrazioni degli Stati membri dell’Unione europea. Tale scambio automatico avviene attraverso:

  • l’acquisizione, da parte di ogni Amministrazione, dei dati relativi ai conti detenuti dai non resi­denti e ai redditi ad essi connessi, desunti da comunicazioni obbligatorie a carico delle banche e degli altri intermediari finanziari;

  • l’inoltro dei suddetti dati alle Amministrazioni degli Stati di residenza di ciascuno dei titolari dei conti.

I suddetti meccanismi di scambio automatico già sussistevano anche prima dell’intervento legisla­tivo in commento. Le novità risiedono nel fatto che essi sono ora regolati da un’unica fonte (la Diret­tiva 2011/16/UE, così come emendata dalla Direttiva 2014/107/UE), e che soprattutto adottano un unico standard tecnico (il c.d. Common Reporting Standard elaborato dall’OCSE).

 

3.1 DECORRENZA

Lo scambio automatico di informazioni in ambito intracomunitario avviene con le nuove procedure a decorrere dall’1.1.2016. I dati relativi a ciascun anno solare vengono inoltrati alle Amministrazioni degli Stati di residenza dei titolari dei conti e delle altre attività entro il 30 giugno o entro il 30 settem­bre dell’anno successivo, a seconda della natura delle attività e della loro entità.

È stata concessa all’Austria la proroga di un anno (i primi dati scambiati con le nuove procedure saranno, quindi, quelli relativi al 2017, con inoltro materiale alle altre Amministrazioni nel 2018).

 

3.2 RAPPORTI CON LA SVIZZERA

L’Unione europea e la Svizzera hanno siglato il 27.5.2015 un accordo, da poco ratificato dal Parla­mento svizzero, per estendere il sistema di scambio automatico di informazioni ai dati dei conti intrattenuti presso intermediari svizzeri, con le medesime tempistiche previste per l’Austria.

Ciò comporterà per i titolari di conti svizzeri l’eliminazione, dal 2017, dell’euroritenuta, prelievo del 35% che caratterizza i proventi delle attività finanziarie depositate in Stati che non permettono lo scambio automatico di informazioni.

 

4. MODIFICHE ALLA TASSAZIONE DEI VEICOLI DEI RESIDENTI ALL’ESTERO

L’art. 19 della L. 122/2016 contiene disposizioni relative alla tassa automobilistica (c.d. “bollo auto”) per alcune tipologie di veicoli importati temporaneamente in Italia ed appartenenti a persone resi¬denti stabilmente all’estero.

 

4.1. ESENZIONE TRIMESTRALE E RIDUZIONE DELLA TASSA AUTOMOBILISTICA FINO A 12 MESI

L’art. 18 del DPR 5.2.53 n. 39 prevede l’esenzione dal pagamento della tassa di possesso, per un periodo di tre mesi, per le autovetture, i motocicli e gli autoscafi, ad uso privato, importati temporaneamente, appartenenti e guidati da persone residenti stabilmente all’estero. Decorso il trimestre, l’art. 8 del DPR 39/53 dispone che i suddetti veicoli importati temporaneamente possono circolare in Italia per altri nove mesi contro il pagamento di 1/12 della tassa annuale per ciascun mese di soggiorno (oltre il terzo e sino al dodicesimo mese).

 

4.2 CONDIZIONE PER BENEFICIARE DELL’AGEVOLAZIONE

L’art. 19 della L. 122/2016 dispone che l’esenzione trimestrale di cui all’art. 18 del DPR 39/53 è subordinata alla sussistenza della reciprocità di trattamento da parte: •    del Paese terzo non appartenente all’Unione europea; •    oppure del Paese terzo non aderente all’Accordo sullo Spazio economico europeo con il quale sussiste un adeguato scambio di informazioni (si tratta quindi degli Stati non comunitari diversi da Norvegia e Islanda). In precedenza, per beneficiare dell’esenzione lo Stato estero di residenza del possessore del veicolo doveva prevedere la reciprocità di trattamento a prescindere dal fatto che fosse o meno appartenente all’Unione europea o all’Accordo sullo Spazio economico europeo. Anche il regime agevolato stabilito dall’art. 8 del DPR 39/53 (ossia il pagamento di 1/12 del bollo annuale per ogni mese successivo al terzo e fino al dodicesimo) è, come regola generale, subordinato “alla sussistenza della reciprocità di trattamento da parte del Paese estero nel quale risiede il possessore dell’autoveicolo temporaneamente importato”. L’art. 19 della L. 122/2016 stabilisce però che tale disposizione non si applica ai veicoli immatricolati:

  • in uno Stato membro dell’Unione europea;

  • o in uno Stato aderente all’Accordo sullo Spazio economico europeo con il quale sussiste un adeguato scambio di informazioni (si tratta quindi di Norvegia e Islanda).

Le modifiche introdotte dall’art. 19 della L. 122/2016 riguardano anche gli autobus adibiti al trasporto di persone e gli autocarri adibiti al trasporto di merci, nonché i relativi rimorchi, importati temporaneamente dall’estero ed appartenenti a persone residenti stabilmente all’estero, i quali hanno però un regime agevolativo diverso da quello sopra illustrato.

 

5. TUTELA DEI LAVORATORI NELLE IPOTESI DI CAMBIO di appalto

La L. 122/2016 interviene sulla distinzione esistente, sotto il profilo della tutela dei lavoratori subor­dinati, tra le ipotesi di trasferimento d’azienda ex art. 2112 c.c., da un lato, e le ipotesi di c.d. “cambio di appalto”, dall’altro, ricorrenti nei casi di cessazione di un appalto e subentro di un nuovo appaltatore nell’espletamento del medesimo servizio nei confronti del committente, sulla base di un nuovo contratto.

In particolare, l’art. 30 della L. 122/2016 modifica l’art. 29 co. 3 del DLgs. 10.9.2003 n. 276, sostituendo:

  • l’attuale formulazione della norma, che recita: “L’acquisizione del personale già impiegato nell’appalto a seguito di subentro di un nuovo appaltatore, in forza di legge, di contratto collet­tivo nazionale di lavoro, o di clausola del contratto d’appalto, non costituisce trasferimento d’azienda o di parte d’azienda”;

  • con la nuova formulazione, secondo cui: “L’acquisizione del personale già impiegato nell’appal­to a seguito di subentro di nuovo appaltatore dotato di propria struttura organizzativa e operativa, in forza di legge, di contratto collettivo nazionale di lavoro o di clausola del contratto d’appalto, ove siano presenti elementi di discontinuità che determinano una specifica identità di impresa, non costituisce trasferimento d’azienda o di parte d’azienda”.

 

5.1 TRASFERIMENTO D'AZIENDA 

In estrema sintesi, rientrano nella nozione di trasferimento d’azienda di cui all’art. 2112 c.c.:

  • sia le ipotesi di trasferimento dell’intero complesso aziendale, attuato mediante qualsiasi ope­ra­zione/negozio giuridico (es. cessione, affitto, operazioni societarie quali la fusione) che com­porti il mutamento della titolarità di un’attività economica organizzata, preesistente al trasferi­mento e che conservi, nel trasferimento, la propria identità;

  • sia le ipotesi di trasferimento, come sopra inteso, di una parte dell’attività aziendale (c.d. “tra­sferimento di ramo d’azienda”), purché si tratti di un’articolazione funzionalmente autonoma di un’attività economica organizzata, identificata come tale dal cedente e dal cessionario al momento del suo trasferimento.

Nelle ipotesi riconducibili alla succitata norma codicistica, si applica una disciplina caratterizzata:

  • dalla prosecuzione con il cessionario, “ope legis” e senza soluzione di continuità, dei rapporti di lavoro instaurati con il cedente, i quali continuano, dunque, con il nuovo titolare dell’azienda senza necessità, in deroga alla disciplina generale, del consenso dei lavoratori;

  • dal mantenimento, da parte dei lavoratori, di tutti i diritti (es. anzianità, scatti retributivi, men­silità aggiuntive, diritti connessi alla qualifica rivestita e/o alla mansione svolta) derivanti dai suddetti rapporti, i quali, dunque, sopravvivono intatti alla cessione;

  • dall’applicazione, da parte del cessionario, dei trattamenti economici e normativi previsti dai contratti collettivi in vigore presso il precedente datore di lavoro, fino alla loro scadenza, salvo che siano sostituiti da altri contratti collettivi dello stesso livello;

  • dalla responsabilità solidale di cedente e cessionario per tutti i crediti che il lavoratore aveva al tempo del trasferimento, salva la liberazione del cedente, da parte del lavoratore, in sede di conciliazione.

5.2 NUOVA DISCIPLINA DELLE IPOTESI DI CAMBIO DI APPALTO DAL  23.7.2016

In base al nuovo art. 29 co. 3 del DLgs. 276/2003, in vigore dal 23.7.2016, l’acquisizione del per­so­na­le già impiegato nell’appalto a seguito di subentro di nuovo appaltatore “non costituisce trasfe­rimento d’azienda o di parte d’azienda”, ma soltanto nei casi in cui il subentrante:

  • risulti dotato di propria struttura organizzativa e operativa;

  • presenti elementi di discontinuità rispetto al precedente appaltatore, che determinino una spe­cifica identità di impresa.

La modifica attuata dalla L. 122/2016 risulta essere una soluzione di compromesso tra l’esigenza di adeguare la normativa italiana alle indicazioni delle istituzioni europee e la volontà di continuare a considerare la successione negli appalti e il trasferimento d’azienda come fattispecie distinte.

Si prevede, dunque, che l’esenzione dall’applicazione della disciplina del trasferimento d’azienda all’acquisizione di personale nei cambi di appalto non sia più generale, ma subordinata alla verifica della sussistenza delle citate condizioni.

In mancanza, si applicheranno le garanzie dell’art. 2112 c.c., incentrate sul principio della conti­nuità dei rapporti di lavoro.

 

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