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Belgio

Relazioni commerciali con l'Italia 

Il Belgio, grazie alla sua posizione geografica nel cuore dell'Europa, ha un'economia molto aperta agli scambi e rappresenta un importante partner economico per l'Italia, soprattutto nelle relazioni commerciali.

Con volumi di interscambio che non hanno conosciuto rilevanti flessioni negli anni della crisi economico-finanziaria, Italia e Belgio si posizionano tra i primi 10 mercati di reciproco interesse.

Nel 2015, secondo fonti ISTAT, l’interscambio complessivo di beni tra l’Italia e il Belgio ha registrato un andamento molto positivo, superando i 30 mld di Euro. Le esportazioni italiane verso il Belgio hanno raggiunto 14 mld di Euro con una variazione del 6,1%rispetto al 2014. Le importazioni italiane dal Belgio hanno raggiunto i 17,14 mld di Euro, registrando una variazione rispetto al 2014 del 13,6%.
Il saldo della bilancia risulta essere negativo per l'Italia per 3,13 mld di Euro, in aumento del 66,3% rispetto al 2014. 

I solidi rapporti commerciali tra Italia e Belgio vedono un'attività particolarmente intensa nell'ambito di tre settori merceologici: prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici; macchinari e apparecchiature; autoveicoli, rimorchi e semirimorchi. Importanti sono anche le esportazioni italiane di prodotti agro-alimentari, tra cui quelle di carni, salumi e formaggi.

Nei primi 10 mesi del 2016, sempre secondo dati ISTAT, l’interscambio complessivo di beni tra i 2 paesi è ammontato a ca. 26 mld di Euro, registrando un lievissimo calo dello 0,24 % rispetto allo stesso periodo del 2015. Le esportazioni italiane verso il Belgio sono ammontate a 11,3 mld di Euro (+2,9%), mentre le importazioni dal Belgio hanno raggiunto i 14,9 mld di Euro (-4%). Il saldo della bilancia risulta essere negativo per l'Italia per 3,55 mld di Euro, in aumento del 33,5% rispetto ai primi 10 mesi del 2015.

Tra le esportazioni italiane in Belgio, si confermano i settori dei prodotti farmaceutici, con 4 mld di Euro (-13,6% rispetto al 2015), dei macchinari e apparecchiature, con 1,3 mld di Euro (+1,8%), e dei prodotti chimici, con 813 mln di Euro (+7,1%). Analogamente, tra le importazioni italiane dal Belgio, emergono il settore dei prodotti chimici, che registra il valore più alto, pari a 4 mld di Euro (+1,6%), seguito dai prodotti farmaceutici, con 3,3 mld (+10,6%), e dai macchinari e le apparecchiature, con 1,1 mld di Euro (+4,5% rispetto al 2015).

Relativamente agli investimenti diretti, nel 2015 lo stock di investimenti italiani in Belgio è stato pari a 5.973 mln di Euro (+76,2% rispetto al 2014), mentre lo stock di investimenti belgi sul territorio italiano è stato pari a 10.325 mln di Euro (-0,4% rispetto al 2015).

Inoltre, sono stati registrati flussi negativi di investimenti diretti in entrambe le direzioni, pari a -1.423 mln (+249,6%) dal Belgio verso l’Italia, e pari a -85 mln (-101,8%) dall’Italia verso il Belgio.

La presenza italiana in Belgio è consistente, qualificata e diversificata. Si va dall iniziative commerciali ed artigianali di varie dimensioni, ai grandi investimenti industriali e di servizi. 

Fiscalità

L’imposta sul reddito delle società è ridotta dal 33% al 29% nel 2018 e passerà al 25% nel 2020

Alla fine dello scorso anno il Parlamento ha approvato un’importante legge di riforma fiscale che include una riduzione dell’imposta sul reddito delle società, un’aliquota fiscale effettiva minima, l’introduzione del consolidato fiscale e ulteriori novità in materia di imposizione societaria. La struttura del sistema fiscale belga, in termini di quota di gettito da parte delle grandi categorie di imposte, è rimasta relativamente stabile dal 2000 anche se in questo arco di tempo i contributi sociali hanno acquisito importanza, gradualmente e progressivamente.
Il Belgio ha una struttura di tipo piramidale composta da Stato federale, tre Comunità e tre Regioni. Autonomia, partecipazione, uguaglianza e sussidiarietà sono i tratti distintivi del modello federalista belga. La responsabilità finanziaria è strutturata in modo tale che il gettito che deriva da alcune imposte sia distribuito tra le diverse autorità federate mentre con l’autonomia finanziaria le entità federate godono della massima libertà in materia di bilancio. Il sistema è distribuito su due livelli: verticale tra le diverse autorità federate e orizzontale tra quelle federate dello stesso livello. I residenti sono soggetti a tassazione sul reddito globale che deriva da ogni fonte, belga o estera. La residenza si acquisisce se la persona trascorre sul territorio nazionale un certo periodo di tempo, possiede l’abitazione principale o il centro dei suoi interessi economici. La persona fisica non residente è tenuta al pagamento delle imposte esclusivamente sul reddito di fonte belga.

La tassazione delle persone fisiche 
Il meccanismo d’imposizione è ad aliquote progressive che sono cinque (25%, 40%, 45% fino al 50% per la fascia di reddito che supera un importo di € 39.660,00). I residenti in Belgio sono soggetti anche a imposte comunali addizionali con aliquote variabili tra il 5% e il 9% (7,4% in media) dell’imposta pagabile sul reddito totale. Inoltre, i non residenti sono soggetti all’imposta sul reddito personale esclusivamente sul reddito di fonte belga, sul reddito professionale di fonte belga, sul reddito da proprietà ubicate sul territorio e sul reddito da investimenti di fonte belga (cioè interessi o dividendi pagati da una società belga). I non residenti sono soggetti a imposte addizionali con un'aliquota del 7% dell'imposta pagabile sul reddito totale. L'imposta sul reddito personale in Belgio viene calcolata determinando la base imponibile e accertando l'imposta dovuta su quella base. Nella determinazione della base imponibile sono detraibili dalle imposte i contributi obbligatori di previdenza sociale pagati o in Belgio o all'estero mentre altre detrazioni sono collegate a stato civile e numero di membri della famiglia a carico. Le aliquote fiscali sul reddito personale sono progressive e variano dal 25% al 50%. Il calcolo dell’imposta dovuta viene fatto sulla base del reddito percepito dal contribuente, il coniuge e figli a carico. Per quanto riguarda i redditi da lavoro e i redditi percepiti dagli operatori professionali, le spese connesse all'impresa sono determinate su base forfetaria ovvero è dovuto un importo fisso calcolato dalle autorità fiscali. I contribuenti possono scegliere di dedurre le spese aziendali reali invece di attenersi all'importo fisso così come sono previsti crediti d'imposta a seconda della dimensione della famiglia del contribuente.

 

La tassazione dei redditi societari

A fine 2017 il governo ha avviato un importante pacchetto di riforme fiscali che prevede, tra le altre novità, una graduale riduzione dell’aliquota dell’imposta sul reddito delle società e l’introduzione del regime di consolidato fiscale. La riforma, che ha effetto su un triennio (2018-2020), si basa su tre pilastri: neutralità del bilancio, semplificazione e fiscalità equa. L’aliquota standard dell’imposta sul reddito delle società del 33% viene ridotta al 29% nel 2018 e passerà al 25% a partire dal 2020. Le piccole e medie imprese vedranno dal 2018 una riduzione dell’imposizione al 20% per i primi 100 mila euro di profitto. Le aliquote così determinate vanno incrementate con la sovrattassa sulla crisi, anch’essa ridotta per il 2018 (dal 3% al 2%) e infine abolita a partire dal 2020. 

Tra le altre novità apportate dalla riforma, diventa totale il regime di esenzione dei dividendi (prima della riforma era prevista un’esenzione pari al 95% dell’ammontare). L’imposta sulle plusvalenze derivanti da azioni (dello 0,412%) è abolita nel caso di partecipazioni pari ad almeno il 10% del capitale sociale o di un valore di acquisizione di almeno 2,5 milioni di euro.
 
Il 30% della base imponibile eccedente la prima tranche di 1 milione di euro si qualificherà come base imponibile minima effettiva così determinata:

  • alla base imponibile vengono detratte le deduzioni dei dividendi ricevuti, le deduzioni dei redditi da brevetto, quelle per i costi di innovazione e per gli investimenti;

  • se dopo queste deduzioni, il rimanente reddito imponibile supera 1 milione di euro, le seguenti deduzioni possono solo essere applicate al 70% della base imponibile eccedente il milione di euro: la deduzione per il riporto dei dividendi ricevuti, la deduzione dei costi di innovazione portati a nuovo, il riporto delle perdite fiscali.

 
Le piccole e medie imprese beneficiano, inoltre, di un aumento della deduzione degli investimenti dall’8% al 20% per il 2019 e per il 2020 per le attività avviate tra il 1° gennaio 2018 e il 31 dicembre 2019.
 
Imposte indirette

L'imposta sul valore aggiunto 
In Belgio l’aliquota ordinaria Iva è del 21% e poi vi sono quelle ridotte al 6% e al 12%. L’imposta sul valore aggiunto deve essere versata dai fornitori registrati di beni e servizi a meno che tali prestazioni siano ad aliquota zero, esenti o al di fuori del campo di applicazione dell’Iva. Dal 2010 l’aliquota Iva per i cibi serviti nei ristoranti e nei servizi di ristorazione è stata ridotta dal 21% al 12%. L’aliquota Iva ridotta del 6% su lavori di ristrutturazione nelle case residenziali e di alcuni servizi ad alta intensità è diventata permanente.

Imposta sulla proprietà immobiliare   
È prelevata sul reddito derivante da beni immobili situati in Belgio ed è calcolata in percentuale del valore locativo annuo figurativo della proprietà. L’imposizione varia a seconda della regione in cui la proprietà si trova: il tasso è del 2,5% del reddito catastale per la regione fiamminga e 1,25% per le regioni vallone e brussellese. Si applicano supplementi locali, a seconda del comune in cui si trova la proprietà.

 

Preleva la scheda Paese completa (in Inglese)

© 2020 by Batini Colombo Saottini

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